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Fine di una storia


7° - Fine di una storia






commento del fotografo
Graham Greene - Fine di una storia (The End of the Affair, 1951)

"In una Londra distrutta dalle bombe di Hitler, vizi, compromessi, bassezze, ed egoismi si mescolano all'amore. L'amore, violento, quasi rabbioso di due amanti, Sara e Maurice; l'amore tiepido non corrisposto del marito tradito; l'amore inatteso di Sara per Dio, nel quale arriva a credere contro la sua stessa volontà. Fragile ed incoerente combattuta tra l'adesione totale alla fede e la rinuncia all'uomo amato, la figura di Sara Miles si affianca ai personaggi più incisivi di Graham Green. E al di là dell'intreccio avvincente del romanzo, tipico della maniera greeniana, si schiude - oggi più che mai attuale - tutta la problematica dello scrittore: l'inafferrabile presenza del divino nel mondo e l'inquietudine dell'uomo, eternamente costretto in un condizione di contraddittorietà."

Per rappresentare la fine di una storia ho scelto la sagoma scura di un albero su un cielo color arancio, scuro, malinconico, inquieto. La storia è la crescita dei desideri, il germogliare di una nuova vita, la sua fine è come un'ombra scura, come il sipario che si chiude mentre le luci progressivamente si spengono.
autoreinformazioni sulla fotografia
Sandro Rafanelli

 alias SAndro 
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edizione: 8. Musica & Parole
galleria: Parole
macchina: Canon EOS 300D
obiettivo: Sigma AF 70-300mm f/4-5.6 Macro
sorgente: digitale
tempo di posa: 1/640 sec
diaframma: f/8
focale: 340 mm
ISO: 200
flash: no
bilanciamento del bianco: tempo sereno
luogo dello scatto: Colle Palatino, Roma
data: 9 Agosto 2004 - 12:53
data di upload: 22 Dicembre 2004 - 20:16

tags: astrazione, emotivo
note tecniche: l'albero che vedete rappresentato si trova sul Palatino a Roma e la foto è scattata con la massima focale dal Circo Massimo. La trasformazione è ottenuta applicando varie tecniche di ritocco, per evidenziarne la silhouette e sfumare il cielo, infine ho virato la scala cromatica per ottenere un dolce arancio.
Per info sul romanzo, che consiglio a tutti di leggere, visitate il sito: http://members.tripod.com/~greeneland/affair.htm
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Lo Stormo
di Emanuele Nardoni


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commenti
    Melanarni  [12 Ottobre 2008 - 14:44]

fuori concorso
    SAndro  [11 Febbraio 2005 - 10:13]
l'autore rispondeStavo pensando di riproporre quest'albero nell'edizione degli alberi ma in un'altra salsa, tipo un ritocco completamente diverso :-)
Accidenti, quest'edizione sugli alberi mi ha veramente fregato perché il mio albero più bello l'ho messo qui. UFFA!
PS: sul formato della copertina ho qualcosa da ridire perché si tratta solo di un'impressione, dato che in questa galleria ci sono copertine anche più "quadrate" della mia (Pulp e Survivor) ma nessuno sembra essersene accorto...
    Nick  [10 Febbraio 2005 - 15:17]
E' molto buono il lavoro fatto sull'albero e sullo sfondo curato in ogni dettaglio, a differenza di quello che normalmente faccio io.
Non mi piace molto il rettangolone bianco del titolo anche se molto classico per copertine di libri.
Purtroppo però a differenza di altri lavori questa non mi ha colpito particolarmente.
    Luke  [9 Febbraio 2005 - 23:04]
Adoro questa foto. E' una di quelle che sono tornato più spesso a vedere nel corso dell'edizione. Nonstante il pesante fotoritocco mantiene una "naturalità" e credibilità sconcertanti.
Non trovo tutta l'incoerenza evidenziata da Tommaso e Lapo.
Non ho letto il libro ma da quanto scrive Sandro nel riassunto trovo nella copertina una perfetta corrispondenza: il tramonto è sinonimo di fine, di conclusione, i colori cladi ma comunque cupi contribuiscono all'atomesfera triste che ogni fien porta con sè. L'albero un po' piegato però dà una certa dose di serenità, l'albero in molte religioni è simbolo di vita e rinascita e in questo caso mi sembra azzeccatissimo (vedi il personaggio di Sara).


L'albero sarebbe perfetto per la nuova PC ... per fortuna che l'hai già usato;-)
    Jack  [9 Febbraio 2005 - 23:02]
Trovo difficilissimo commentare questa copertina, in relazione ovviamente al libro che deve rappresentare. Rileggendo gli altri commenti (cosa che non faccio mai prima di dare il mio giudizio) noto di essere un pò concorde con tutti. La copertina è ben fatta e su questo niente da dire (forse ha ragione Tommaso, è troppo quadrata), ma però non mi convince in pieno.
    SAndro  [9 Febbraio 2005 - 11:15]
l'autore rispondeCapisco il nesso che si può trovare con uno scenario africano, ma qui l'albero si accascia da un lato, quasi piegato sotto il peso che sostiene, invece di ergersi maestoso si volge. La sfumatura mi è servita per aggravare la drammaticità della scena e per ripulire il fondale da ogni cosa. Perché quello che accade è ineluttabile e inafferrabile. Il senso di malinconia e la sospensione che suscita la foto doveva stimolare a vedere in tutto il suo dolore la manifestazione della fine di una relazione senza possibilità e senso. Però non volevo nemmeno cadere in un desolato vuoto, l'arancio che qui è solo apparentemente rilassante alleggerisce il peso come nella stessa narrazione di Greene, una tristezza che però ha un senso, anche positivo, sicuramente indagatore e catartico sull'uomo.
La "fine di una storia" racconta di una storia già finita, ma che si alimenta nel suo inevitabile consumarsi, in un qualcosa di impossibile, reso adesso senza illusioni perché c'è un nuovo meccanismo che innesca la nuova disfatta. Non posso svelarvi il contenuto del libro, semmai vi invito a leggerlo.
Tipologia di libri da Wilbur Smith? Atroce paragone!!! Senza niente togliere a Smith, qui si parla di letteratura! Se la mia copertina si applica a un libro di intrattenimento allora ho sbagliato tutto... :-(
Non posso commentare sulle scelte stilistiche, ovviamente sono d'accordo con me stesso :-)
    Lapo  [8 Febbraio 2005 - 09:45]
Ottima elaborazione ma non mi colpisce più di tanto, anzi se leggo il riassuntino che tu hai riportato non trovo aiuto nè suggerimenti nella copertina. Ricorda un pò la tipologia di libro tipo Wilburn Smith.
    Tommy  [7 Febbraio 2005 - 23:43]
Il trattamento grafico della foto è molto bello, ma l'immagine mi fa pensare ad un tramonto in Kenia all'ombra di un baobab, alla copertina de La mia africa, piuttosto che alla fine di una storia. Forse sono io che faccio associazioni anormali, ma non ci vedo inquietudine nell'immagine; anche il tramonto non è deprimente, ma di un riposante arancio, adatto alla contemplazione.
Una nota sul formato scelto: secondo me è troppo quadrato per essere un tascabile e la "rotondotà" dell'albero esalta le disarmonie della copertina. Forse un po' di nero sotto avrebbe sostenuto il profilo e controbilanciato meglio la macchia bianca in alto (tra l'altro il rettangolo incorniciato dei Mo... non mi piace nemmeno molto).
    sisco!  [6 Febbraio 2005 - 19:51]
Immagine notevole, bella e passionale per descrivere un romanzo di Greene.
Mi piace la scelta, il lavoro che hai fatto sull'immagine, ed il risultato finale: una copertina che si lascia vedere, anzi, nella panoramica dei lavori una di quelle che colpisce di più.
Aspetto questo decisamente fondamentale nella valutazione del lavoro, bravo!
La grafica è un classico da copertina, niente di nuovo.
    SAndro  [26 Dicembre 2004 - 18:57]
l'autore risponde"Un racconto non ha nè principio nè fine: si sceglie arbitrariamente un certo momento dell'esperienza dal quale guardare indietro, o dal quale guardare in avanti."



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