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Portfolio


Ricordando la Bannock


di Antonio Ulzega
15 immagini - 2.62 mb
data di pubblicazione: 12 Giugno 2013



tags: bannock, cnr, geologia marina, oceanografia, sardegna, ulzega

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(8 commenti)
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LA BANNOCK IN SARDEGNA


Il mio primo imbarco sulla Nave Oceanografica Bannock del Consiglio Nazionale delle Ricerche Italiano risale al 1976, con l’avvio del Progetto Finalizzato Oceanografia e Fondi Marini finanziato dal CIPE con cui per la prima volta Università e Istituti del CNR si dedicarono allo studio multidisciplinare delle acque e dei fondali dei mari italiani.

Da allora seguirono, anno dopo anno, numerose crociere che videro impegnati ricercatori e studenti del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Cagliari con indagini ecografiche, geofisiche, prelievo di campioni di fondo, immersioni subacquee, fino ad acquisire una notevole conoscenza della geologia marina della Sardegna ed una cartografia dettagliata dei suoi fondali.

Il mio ultimo imbarco fu nel 2000 quando la Bannock, passata alla Guardia Costiera con la denominazione CP 451, fece la crociera oceanografica finale nei mari sardi prima di essere messa definitivamente in disarmo.

Attualmente questa splendida nave simbolo dell’Oceanografia italiana è pressoché dimenticata e arrugginisce nel porto di Napoli, complice la insipienza e la cecità.




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reportage
Il rimorchiatore oceanico Bannock (ATF 81 Navajo Class) della Marina Militare degli U.S.A.operativo dal 1942 durante la Seconda Guerra Mondiale in Atlantico (sbarco in Normandia) e nel Pacifico (Okinawa), insignito di tre medaglie.


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Nel dopoguerra viene acquisita dal C.N.R. e trasformata in Nave Oceanografica.


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In navigazione nel Mar di Sardegna


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Rilevamento azimutale sotto costa a S. Antioco


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La plancia di comando con gli apparati originali in bronzo e legno.


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Il paraluce della plancia al tramonto.


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Notturno sul ponte di poppa.


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Draga tonda, carotiere Kullemberg e carotiere a gravità pesante rizzati in navigazione.


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Il nostromo guida la messa a mare di un carotiere a vibrazione.


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La camera di decompressione, con il medico iperbarico, operativa durante le immersioni dei geologi subacquei.


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Una decompressione poco ortodossa.


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A bordo il Comandante J. Cousteau con il Capo Missione A. Ulzega.


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Stralcio “Carta geomorfologica della Sardegna marina e continentale” pubblicata dal CNR.


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La CP451 Bannock.


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In abbandono nel porto di Napoli.



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Mari della Sardegna, anni vari.



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commenti
  [31 Dicembre 2016 - 10:50]
dal 1981 a gennaio 1984 lavorato a bordo sia della Bannock che sul Marsili....
  webmaster  [27 Novembre 2015 - 08:19]
Provvedo subito a rimuovere questo commento vergognoso, individuare l'utente ed espellerlo senza appello dal sito. Provvederó a rimuovere tutte le sue immagini dai concorsi, cancellare voti e commenti e chiudere definitivamente l'account.
Non ammettiamo nella nostra community comportamenti del genere, esistono sfogatoi come facebook e il bar sotto casa per vomitare insulti gratuiti e dare il peggio di sé.
  melisendo  [26 Novembre 2015 - 21:07]
MARCO

leggo ora il commento di "marco" che, scorrendo la lista egli iscritti a questo sito, suppongo sia il n.n. di "Marco Perini", tuttavia se sbaglio chiedo venia ed allora mi farebbe piacere di conoscere il vero nome del suddetto "marco".

Devo fare due considerazioni:

1 - è uno scherzo, ed allora posso riderci sopra e pensare solo che sia uno scherzo davvero "cretino" 

2 - non è uno scherzo, ed allora la cosa diventa per me molto seria: come può un "cretino" qualsiasi vilipendere il quel modo becero una nave oceanografica italiana che per oltre 40 anni ha percorso migliaia di migliaia di miglia marine nel Mediterraneo e negli Oceani, che ha permesso a centinaia di ricercatori e studenti di tante Università italiane e straniere di compiere studi e ricerche geologiche, biologiche, fisiche, chimiche, ecc., con risultati eccellenti grazie anche alla collaborazione di equipaggi sempre attenti e disponibili con qualsiasi tempo e mare.

Ma come può un cretino qualsiasi usare parole ed espressioni tanto spregevoli nei confronti del Comandante di una nave italiana, ed in questo caso del Comandante Nicola Scotto di Carlo, Comandante della N/O Bannock, ammiraglia della flotta del Consiglio Nazionale delle Ricerche?

Per 30 anni ho navigato in tutti i mari ed oceani su navi oceanografiche di tante nazionalità e devo dire con fermezza che nella mia esperienza il Comandante Nicola Scotto di Carlo è stato uno dei comandanti più seri, professionali, corretti ed attenti alle esigenze della nave e degli studiosi tra quanti ho conosciuto.  
  
 marco [26 Novembre 2015 - 19:43]
[ commento rimosso dal Webmaster ]
  PX - 21.000 GB  [25 Luglio 2013 - 12:59]
Un Portfolio che è un invito alla ricerca storica della "Bannock", gloriosa nave militare trasformata per scopi di ricerca Oceanografica. Complimenti!

  

  melisendo  [16 Giugno 2013 - 13:03]
kruger, non puoi immaginare quanto abbia gradito il tuo commento!

Passavamo anche più mesi in nave, estate e inverno lavorando giorno e notte con un entusiasmo straordinario, ricercatori, studenti, equipaggio, e avevamo tutti la consapevolezza di fare qualcosa di utile per il futuro della collettività. Si può capire quanto sia triste per me, e per quant'altri hanno vissuto queste esperienze, assistere impotenti ad una conclusione così iniqua. 

Per quanto riguarda l'aspetto fotografico, ho provato e riprovato con il BN ed ho optato infine per l'ibrido, ma hai ragione sulla foto della poppa, senza colore quell'atmosfera si perde.


  kruger  [12 Giugno 2013 - 15:13]
Questo è un bel reportage che cala anche i profani in un mondo di studi e di ricerca appassionante e coinvolgente. La vena malinconica di un passato promettente di sviluppi , vanificato da chi non aveva testa e occhi per capire e vedere, rende queste immagini cariche di significato e immediatamente fruibili anche a chi ,come me, non ha calcato la tolda del Bannock. Entrando nel giudizio prettamente fotografico mi sarebbe piaciuto vedere tutte le foto in B&W. Anche se il colore analogico del notturno del ponte di poppa è solo così che si può rappresentere. Concludendo, bravo.
  melisendo  [12 Giugno 2013 - 08:21]
A complemento della presentazione devo ricordare che la decadenza dell'oceanografia in Italia fu decretata nei primi anni '90 dal cambiamento radicale, legato al cambio delle teste al vertice, della politica della ricerca al CNR: potenziamento degli istituti e delle strutture CNR, progressivo distacco dalle università, privilegio per i campi di ricerca applicata quali medicina, biotecnologie e quant'altro fosse a grande impatto politico e di visibilità...a scapito della ricerca pura. 

La flotta oceanografica CNR è stata quindi smantellata, sostituita da una sola nave, l'Urania, ad uso pressochè esclusivo del CNR e di committenti privati. 

In buona parte si è così disperso il vasto patrimonio di conoscenze dei mari italiani e di formazione di giovani ricercatori che si era sviluppato nelle università quali Genova, Roma, Cagliari, Napoli, Palermo, Trieste, Milano, Bologna....




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