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Portfolio


I Templi di Angkor


di Sergio Sbardellati
15 immagini - 2.90 mb
data di pubblicazione: 6 Maggio 2014

luogo: Cambogia


tags: angkor, angor wat, cambogia, sbardellati, tempio, templi di angkor

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CAMBOGIA
I Templi di Angkor


Premessa
La Cambogia ed i suoi fantasmi generano un senso di inquietudine inaspettato. Ho calpestato terre dove ho percepito, dove ho annusato quel sentore di cuore di tenebra; quello che incupiva la mente, ma era legato  alla magia, ai sortilegi, all'animismo più esasperato non alla follia dell’uomo.

In Cambogia ho sentito un connubio stringente tra l’orrore di stragi inumane  dei Khmer Rouge con l’inquietudine misteriosa dei templi di Angkor. 
Portando negli occhi le immagini brucianti delle prigioni e delle fosse comuni sono entrato nella regione dei templi trovandovi una assonanza con la percezione dell’orrore. 

Ho voluto allora ricreare graficamente tali sensazioni, lavorando su foto realizzate in diversi contesti, da cui sono nati  due portfolio sulla Cambogia, che presento in sequenza.


I Templi di Angkor
Il complesso dei templi e delle città fortificate di Angor furono celati agli occhi del mondo per centinaia di anni ,nascosti nella foresta, strangolati tra radici e liane. Alcuni tempi, come l’Angor Wat, restarono parzialmente utilizzati da sperdute comunità di monaci buddisti.

Il cappuccino Antonio da Magdalena visitò Angkor nel 1500, Diego do Cuoto lo descrisse nel 1600. Un pellegrino giapponese ne fece una prima mappa nel 1700 e finalmente nel 1800 il missionario padre Charles Emile Bouillevaux  e il naturalista Henri Mouhot ne diffusero la notizia in Europa con saggi e lettere di viaggio. Da allora l’interesse per i templi disseminati nella piana di Angkor si diffuse tra gli archeologi e gli studiosi etnografici. Centinaia di templi e città fortificate spuntarono tra la vegetazione soffocante mostrando i cardini del sistema politico-religioso dei Khmer.

Le solitudini misteriose della giungla non sono nulla in confronto a questo cimitero degli dei. Gli uomini sono morti da secoli. Una caduta perpendicolare nel vuoto. Ma i templi di  Angkor erano e sono ancora la dimora eterna di Shiva. Sono il santuario di tutte le divinità scaturite dal pensiero degli uomini, anche le più terribili. Su queste mistiche sommità, tra pietre e liane si percepisce che non esiste alcun abisso tra la materia , lo spirito ed il buio delle menti. Qui l’abisso è colmato dall’esaltante mistero della vita in costante metamorfosi fino a fondere l’opera pietrificata dell’uomo con il rigoglio della natura. Il mistero religioso di Angkor diviene allora quasi biologico: identità di divinità, di uomini, di follia, di morte e di quella natura che tutto abbraccia e tutto distrugge a suggello della caducità dell'uomo e delle sue opere.



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commenti
  paco  [20 Giugno 2015 - 00:38]
che atmosfera! belle!
  kruger  [28 Maggio 2015 - 19:19]
Grazie Monica e grazie anche a Sandro ( a distanza di un anno).Devo dire che la magia di quei posti sta scomparendo nella corsa irrefrenabile di un turismo di massa dilagante, sopratutto cinese. 
Per fare una foto degna devi aspettare il momento propizio ovvero quando la cinesina di turno smette di farsi il selfie in mille pose ridicole e riesci a battere sul tempo il sopraggiungere un'altra  vagonata vociante. Perciò l'unica soluzione è andarci durante il periodo delle piogge, magari proprio quando piove. Deve essere eccezionale sia fotograficamente che per l'assenza di folla.
Il grande lavoro come capirai è stato in PP dove mi sono posto l'obiettivo di ricreare foto "datate" tali da rendere l'immagine come fatta agli inizi della riapertura dei siti , subito dopo la cacciata dei Khmer rossi. Credo di esserci riuscito.  
  Monyca  [27 Maggio 2015 - 20:43]
bellissime, stupende, sembrano prese da qualche scenografia cinematografica. Invece e' tutta realta'. Fantastiche!
  SAndro  [6 Giugno 2014 - 20:01]
Quando ho visto per la prima volta queste foto sono rimasto senza parole, ammaliato dal fascino esotico dei templi invasi dalla vegetazione. La seconda sensazione che ho provato è stata di sana invidia per non esser mai stato in questo luogo e non aver mai potuto fare fotografie così belle :-)
Il sapiente utilizzo del grigio di Sergio è sempre riconoscibile e parte della sua bravura. Ogni immagine include una porzione di informazione e suggestione, un buon equilibrio tra la documentazione e la composizione di un racconto che attira l'attenzione e stimoli la fantasia.

Mi ricorda un lavoro omologo del fotografo giapponese Kenru Izu, del quale parlai qui.
  PX - 21.000 GB  [25 Maggio 2014 - 12:24]

I templi di Angkor.

Una descrizione fotografica scrupolosa del simbolo della Cambogia, dove la vegetazione con le sue immense radici tenta di riprendere il suo territorio.

Complimenti!



  Lionheart  [10 Maggio 2014 - 21:16]
fantastico
  kruger  [8 Maggio 2014 - 18:17]

Grazie Rosa per l'apprezzamento. Inquesta prima serie l'idea della elaborazione era di creare una atmosfera"da primi passi tra le rovine" quindi l'utilizzo di un bianco e nerosaturo ma con micro contrasti netti ed incisi che esaltassero il disegno dellepietre e delle radici.

Ti anticipo che la seconda serie, a colori, che vedraitra qualche giorno è stata ancora più impegnativa ed ha richiesto unaelaborazione complessa, con interventi di fusione e ricostruzione, per inserire" visioni " sulle stragi dei Khmer Rouge.  

  Rosa  [8 Maggio 2014 - 14:34]
Accidenti! Veramente un bel lavoro ricco di emozione e stupore.
La valle con i templi abbandonati e il racconto della terra macchiata dal sangue e dalla follia umana sono un'ottima introduzione a questo portfolio molto introspettivo. Mi piace l'elaborazione in post-produzione, con questo bianco e nero profondo. Bisognerebbe vedere gli scatti originali per capire fino in fondo come hai elaborato l'idea, di certo la serie è di forte impatto e rimanda ad eventi drammatici sepolti nel tempo.



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