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Gli intoccabili


di Sandro Rizzato
14 immagini - 632 kb
data di pubblicazione: 8 Gennaio 2011

luogo: India


tags: caste, india, intoccabili, persone, ritrati, rizzato

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(12 commenti)
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Gli intoccabili

L'intoccabilità è una pratica tipicamente indiana e fortemente legata alla divisione sociale in caste che porta a considerare altamente contaminanti per i membri delle caste superiori i rapporti con i persone che per nascita sono segnati da un'impurità permanente. In particolare, è vietato ogni contatto fisico (anche se frequenti sono poi gli abusi sessuali a scapito di donne intoccabili), la commensalità, l'usufruire di stesse fonti di acqua (come pozzi, rubinetti e fontane pubbliche), l'accesso ai templi e la partecipazione alle cerimonie religiose.
La condizione degli intoccabili è caratterizzata da estrema povertà, precarietà igienico-sanitaria e diffusa ignoranza. In genere, la tradizione imponeva loro di vivere ai margini del villaggio e di occuparsi, generazione dopo generazione, di attività considerate degradanti, come becchini, ciabattini e lavandai, attività che a tutt'oggi la maggior parte delle famiglie dalit si tramandano nell’India rurale.
In altri termini, essi erano trattati come schiavi e non avevano alcuna possibilità di reclamare quanto era loro dovuto e neppure Dalit (o Intoccabili) sono ancora adesso vittime di emarginazione e abusi, trattati “come gli animali e anche peggio di loro”.
Grazie a nuove legislazioni, essi ora godono di un certo aiuto nel campo dell’educazione e del lavoro ma il loro status sociale non è cambiato e rimangono ai margini della società.

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commenti
  murcog  [17 Marzo 2013 - 11:14]
bellissimo reportage complimenti
  thomas  [20 Febbraio 2011 - 14:34]
Complimenti.
  Rosa  [11 Febbraio 2011 - 13:35]
I ritratti sono veramente belli, che forza espressiva!
  xxx  [7 Febbraio 2011 - 23:28]
Emozionanti
  Daniele  [21 Gennaio 2011 - 22:02]
Reportage affascinante e commenti interessanti che danno più di uno spunto di riflessione, non solo come fotografo.

Rimanendo al piano fotografico, mi colpisce il rapporto di complicità tra fotografo e soggetti che emerge da alcuni scatti. E' ardito dire che la fotografia sociale consapevolizza in primo luogo il fotografo stesso, che deve raggiungere un notevole grado di empatia con il soggetto che vuole raccontare?

Qualcuno più esperto di me, dirà...
  Il Lele  [21 Gennaio 2011 - 16:08]
Un reportage ben riuscito, fotograficamente parlando. in presentazione difetta di alcune immagini in formato diverso che non aiutano la lettura e come ti hanno già fatto notare altri la prima immagine a colori stona un po'.
Sono d'accordo in linea generale con quanto detto da SAndro, ma nel caso particolare del tuo portfolio personalmente non vedo questo distacco, al contrario, vedo partecipazione. Scattare queste fotografie significa realmente voler vedere non per curiosità ma per voler raccontare, chi è andato in india se ne rende forse conto di più, perchè non è una situazione in cui ci si trova casualmente.

La mancanza che si sente non è di partecipazione, ma di un approfondimento testuale che racconti la vita di un paria.
  SAndro  [19 Gennaio 2011 - 18:43]
Difficile trattare temi sociali. E ancora più difficile farlo con la fotografia.
O meglio, la fotografia è uno strumento perfetto per la foto sociale, per raccontare le disgrazie del mondo, le violenze o le discriminazioni, come sono le caste (Kevin Carter insegna).
Difficile è il rapporto che il pubblico ha con la fotografia sociale.
Perché sempre più si cerca l'immagine clamorosa, che colpisca, tralasciando anche la dignità dei soggetti ripresi.
Su questo consiglio a tutti di guardare il video intitolato Un centesimo di secondo.
Le tue immagini vogliono raccontare la casta degli intoccabili in India, documentano qualcosa. Cerchiamo di capire allora cosa ci dicono, con un po' di analisi.
Ci sono ritratti di bambini, scene di abitazioni di fortuna, nello sporco, con strade fatte di terra e luoghi pieni di spazzatura. Un'immagine della povertà, inducono quindi a pensare a una scena di indigenza, poi vediamo i volti a volte sorridenti dei bambini, quelli perplessi dei ragazzi più adulti, quelli disperati delle madri.
Senza immagini che puntano solo a essere clamorose e quindi senza violentare l'osservatore ci addentriamo in una realtà che potrebbe essere ovunque, sicuramente sei riuscito a trattarla con delicatezza e passione.
Eppure quel senso di immobilità è impercettibile e affrontando al cuore il problema della casta, penso che sia proprio questo il punto chiave, ovvero che niente può cambiare.
Se provassimo a modificare quella fisionomia indiana, potrebbe essere uno qualsiasi dei nostri campi Rom, in cui però la speranza del cambiamento forse è più concreta.
Potrei continuare a lungo e mi sono già dilungato in una riflessione che forse esce dal seminato, comunque bello e interessante delle tue foto, ma non si può sempre e solo stare passivamente a guardare.
Non credete?
  Matte76  [16 Gennaio 2011 - 21:14]
Complimenti, trovo che sia un bel lavoro. Alcune immagini sono davvero emozionanti. Le mie preferite sono la 2, 5, 7, 8, 10. Anche io come kruger mi sono chiesto il perchè della prima foto a colori!
  Silvia74  [13 Gennaio 2011 - 15:53]
Tema molto interessante. Belle foto.
  kruger  [10 Gennaio 2011 - 13:04]
Hai realizzato un buon servizio fotografico di stampo giornalistico,il che è un pregio visto quello che si osserva nei media e non solo. Alcune foto sono ben riuscite altre meno. Per inciso ,non capisco perchè la prima foto è a colori in un reportage in B&W ma non inficia più di tanto ed il tutto gira bene. Vista la matrice giornalistica alla bella prefazione iniziale avrei fatto seguire commenti per ogni foto per far meglio calare l'osservatore nel racconto fotografico. Apprezzo la determinazione con la quale sei entrato in quel contesto, questo può nascere solo dal "voler realizzare quel reportage". Mi sono dilungato forse troppo ma ,cosa vuoi, davanti ai silenzi o peggio alla mancanza di interesse per i portfolio che sta diventando patologica ,sarà pur meglio scrivere due righe in più.
  tore  [10 Gennaio 2011 - 12:55]
Splendido reportage, di forte impatto emotivo! Bellissimo, davvero complimenti. A presto
  orobleu  [8 Gennaio 2011 - 23:42]
bellissimo



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