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Relitti patagonici


di Antonio Ulzega
15 immagini - 2.90 mb
data di pubblicazione: 6 Agosto 2013

luogo: Cile
periodo: 2010


tags: amadeo, ambassador, chile, estrecho de magallanes, patagonia, ulzega

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(8 commenti)
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RELITTI PATAGONICI


Estrecho de Magallanes, canale marino tra la Patagonia e la Isla Grande de Tierra del Fuego, in territorio cileno.
Lasciata la città di Punta Arenas verso est, verso la Prima Angostura che apre la porta dell'Oceano Atlantico, la strada segue la costa dove si alternano lunghe spiagge a basse falesie. 
La giornata limpida, luminosa e il mare calmo non lasciano immaginare che in quel luogo si possano all'improvviso scatenare i terribili venti antartici che da sud attraversano le basse piane della Terra del Fuoco e spazzano schiumeggiando la superficie delle acque dello stretto fino a renderne difficile o impossibile la navigazione.
Così si incontrano spiaggiati i relitti delle navi che in tempi diversi hanno perduto la sfida con quei venti.
Questo è stato il destino del cargo "Vapor Amadeo" e dello splendido clipper "Ambassador", scheletri corrosi riversi sulla spiaggia davanti all'Estancia San Gregorio. 

Chile, Estrecho de Magallanes, 2010




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commenti
  etabetaaaa  [18 Febbraio 2014 - 22:11]
Molto molto particolari, a tratti paurose, a tratti ispirano tenerezza di un gigante a fine carriera...
  LightWriter  [16 Gennaio 2014 - 14:54]
Per chi ha cercato di usare il link alla casa editrice Marco Tropea Editore e non l'ha trovata: qui su Facebook.
  Justinawind  [8 Dicembre 2013 - 21:01]
Ottima mostra!
Un posto fantastico e le foto molto bene lo rappresentano. Terzultima e quartultima mi hanno colpito di più - sembrano le costole di un gigante preistorico.
  Rosa  [27 Novembre 2013 - 18:47]
Un posto incantevole, assolutamente inusuale quanto malinconico. Un reportage eccezionale, da gustare piano piano. Belle tutte le foto , ma le ultime della serie mi affascinano e catturano la mia attenzione.
  kruger  [20 Novembre 2013 - 17:35]
Ottima location che può dare sviluppo a foto anche astratte.
  melisendo  [3 Novembre 2013 - 21:19]
E' così, LightWriter, vedere una nave, una barca che dopo avere tanto navigato finisce i suoi giorni abbandonata  su una spiaggia o in un molo o demolita in un cantiere è una sofferenza, e tanto più lo è se è una barca che ha fatto parte del tuo vissuto, come per me lo è stato la nave oceanografica Bannock, o in mio buon ketch Anfitrite II.

Tutte le barche hanno una loro anima e forse solo chi le conosce per averci navigato può sentirne il respiro.

Grazie

Ps. in questo momento sono a Villa O'Higgins, nella Patagonia cilena, con altre immagini per continuare questo discorso. 
  LightWriter  [31 Ottobre 2013 - 20:40]

Le tue foto incantano, come sempre, Melisendo. La loro perfezione rende perfetta anche la storia che raccontano, di coraggiosi e indomiti giganti che, se hanno perso l'ultima sfida, pur nell'abbraccio della ruggine non hanno perso l'allure.

  LightWriter  [31 Ottobre 2013 - 12:48]

" (...) Un altro dei miei ricordi legati al Pilota è il Cimitero delle Navi senza Nome. Una volta mi portò con la sua barca in un posto dove i vecchi vapori, senza più nome né bandiera, concludevano il loro ultimo viaggio per essere smantellati e venduti come ferraglia. In quel desolato paesaggio di lamiere arrugginite, di sovrastrutture in secco sulla spiaggia, di fumaioli spenti per sempre e scafi simili a balene morte sotto il sole, il Pilota (...) socchiudendo gli occhi, guardò con tristezza le imbarcazioni morte.
«E' meglio colare a picco in altro mare» disse infine, scuotendo la testa. «Speriamo di non finire mai in disarmo sulla terraferma, ragazzo.» "

Arturo Pérez-Reverte, Le barche si perdono a terra, scritti su barche, mare e marinai, Ed. Tropea
http://www.marcotropeaeditore.it/index2.php?target=scheda_libro&id_book=186

La foto di copertina: http://www.jodymillerphoto.com/258711/pacific-northwest/ , all'interno del portfolio


 

 




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