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Los 33 Heroes


di Antonio Ulzega
13 immagini - 1.62 mb
data di pubblicazione: 3 Gennaio 2011

luogo: Cile
periodo: ottobre 2010


tags: allende, atacama, cile, eroi, fenix, minatori, santiago, ulzega

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(10 commenti)
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Los 33 Heroes

Mercoledì 13 ottobre 2010 mi trovo a Puerto Montt, nella Patagonia cilena, quando in tutta la città un’esplosione di battimani, canti, suoni di sirene e sventolio di bandiere annuncia l’uscita del primo minatore dalla capsula “Fenix”.
La “Fenix” con il suo primo carico ha percorso i 720 metri di profondità che da 69 giorni separano i 33 minatori dalla superficie nella miniera San Josè, nel deserto di Atacama.
3.000 chilometri separano Puerto Montt da Atacama, eppure per i cileni quelle distanze non esistono: lungo tutti i 5.000 chilometri del Cile, dal confine con il Perù alla Terra del Fuoco,  l’intera popolazione ha partecipato giorno per giorno alle operazioni di salvataggio con una determinazione ed un orgoglio nazionale incredibile.
Ecco quindi nelle figure 1 e 2 le prime pagine delle edizioni straordinarie di questo evento.
Una settimana dopo, a Santiago, nelle prime pagine dei quotidiano esposti nelle edicole campeggiano sempre le vicende dei 33 “Eroi”, e cominciano a comparire analisi politiche e di cronaca, per arrivare al minatore con la bella animatrice italiana.
Sempre a Santiago, nella Plaza de la Moneda, davanti al Palazzo che ha visto il massacro di Allende e delle sue idee, ecco esposta la capsula “Fenix”, con migliaia di persone in ordinata fila che vogliono vedere da vicino, toccare e farsi fotografare davanti a quello che è appunto diventato il simbolo dell’orgoglio nazionale.

Santiago, 21 ottobre 2010



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Fotocamera Nikon D80.



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commenti
  Rosa  [22 Gennaio 2011 - 05:42]
Concordo in pieno con Il Lele, in questa serie c'è tutto il racconto dei fatti, la baroanda, l'assedio mediatico.... Trovo sia bellissima questa maniera di mostrare senza invadere. Bravissimo!
  Il Lele  [21 Gennaio 2011 - 16:18]
E' un'ottima idea. E l'idea spesso determina la riuscita o meno di un lavoro.
E le idee come ho già detto trasformano una serie di scatti in un'opera.
direi che il lavoro è riuscitissimo.

  Sanminiato77  [11 Gennaio 2011 - 23:43]
Sono pienamente d'accordo con Sandro. A livello giornalistico, questo tuo reportage mi sembra ben riuscito e molto interessante.
Come membro dello staff, mi fa piacere che gli utenti della Photocompetition propongano dei portfolio caratterizzati da una grande varietà tematica e con diversi tipi di approccio stilistico.. sono convinto che ciò sia un valore aggiunto e che non ci si debba aspettare di vedere pubblicati sempre ed esclusivamente reportage di viaggio o artistico/concettuali..
  melisendo  [11 Gennaio 2011 - 21:43]
Kruger, se vuoi provare a fare il collage, ti mando volentieri gli originali, mi piace l'idea ma tu lo faresti certamente molto meglio di me.
Diciamo che potrebbe essere qualcosa, con il dovuto rispetto, tipo Variazioni Goldberg di Glenn Gould.

A me non è venuto in mente perchè lì sono stato preso dall'emozione nel vedere, prima o Puerto Montt e poi a Santiago, tutti quei giornali esposti nelle edicole e, come giustamente ha detto Sandro, sono stato catturato e coinvolto dall'aspetto giornalistico ed emozionale dell'evento, e così ho voluto presentarvelo.
  kruger  [11 Gennaio 2011 - 15:24]
L'idea mi è piaciuta ma sono rimasto dubbioso sul risultato puramente fotografico. Tant'è che ho rimuginato più giorni per capire quello che non mi convinceva e perchè. La risposta è che , forse, non dovevo considerarlo un reportage fotografico ma  giornalistico ,chiave di lettura di un evento vissuto febbrilmente nel paese andino. Detto questo il tutto si è sostanzialmente chiarificato. Peraltro questo materiale stimola ,per i miei gusti, un approccio "collage" ,magari limitato a 3 o 4 foto , di quelli dove il confine tra foto e grafica si perdono...
  kruger  [11 Gennaio 2011 - 15:24]
L'idea mi è piaciuta ma sono rimasto dubbioso sul risultato puramente fotografico. Tant'è che ho rimuginato più giorni per capire quello che non mi convinceva e perchè. La risposta è che , forse, non dovevo considerarlo un reportage fotografico ma  giornalistico ,chiave di lettura di un evento vissuto febbrilmente nel paese andino. Detto questo il tutto si è sostanzialmente chiarificato. Peraltro questo materiale stimola ,per i miei gusti, un approccio "collage" ,magari limitato a 3 o 4 foto , di quelli dove il confine tra foto e grafica si perdono...
  il Balla  [10 Gennaio 2011 - 18:31]
Bel Reportage! Bell'idea...fotogrfare le varie copertine per descrivere l'evento!
  SAndro  [10 Gennaio 2011 - 15:26]
Un reportage "giornalistico" direi! ;-)
E molto interessante per analizzare i meccanismi della comunicazione di un paese culturalmente lontano dal nostro.
Un evento, quello della liberazione dei minatori, che ha trovato gli occhi di tutto il piante puntati addosso ed è stato "vissuto" a livello mondiale (o "globale" come si dice adesso). Vicende come queste finiscono per rappresentare un paese, farlo emergere all'attenzione fuori dai propri confini, e gli eventi si accessorizzano di informazioni futili, di gossip, di tanti orpelli, dall'analisi politica a quella di costume. Questo tipo di eventi racconta di un popolo molto più di quello che può sembrare.
C'è tutto un substrato di società che si vuole mostrare e che si fa bella con gli occhi stranieri, un mercato dell'informazione al limite del grottesco e in fondo in fondo ci ricorda che tutto il mondo è paese.
  Griccio  [3 Gennaio 2011 - 23:35]
Molto originale! Mi chiedo se facendo delle fotografie alle fotografie non potesse venire qualcosa di ancora più originale!
Però riguardandolo questo portfolio mi piace sempre di più!
  Monyca  [3 Gennaio 2011 - 23:08]
Originale l'idea di fotografare le copertine dei giornali che parlano dell'evento nel Paese. Per come si e' conlcuso il tutto, han ragione ad esserne orgogliosi! ^^



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