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Portfolio


Fabbriche bugiarde


di Antonio Ulzega
14 immagini - 1.55 mb
data di pubblicazione: 24 Settembre 2009



tags: anni 70, bugiarde, compagni, fabbriche, sardegna, scena, spettacolo, teatro, ulzega

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(8 commenti)
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Dopo la grande ondata di fermenti d’idee, di dibattiti, di assemblee, di manifestazioni, all’inizio degli anni ’70 in molti di noi si sviluppò l’esigenza di tradurre quelle esperienze in opere teatrali e musicali.

L’obbiettivo era di allargare il dibattito su varie tematiche sociali portando le nostre esperienze nei teatri e nelle piazze delle città e soprattutto dei paesi della Sardegna. Nacquero così “I Compagni di Scena” che diedero vita a vari spettacoli, tra cui “Fabbriche bugiarde”, mentre le canzoni da noi scritte, musicate e cantate vennero pubblicate in un LP oggi molto difficile da trovare.

Questo reportage nasce dal ritrovamento, nel mio archivio fotografico, dei negativi delle foto che ho fatto durante la rappresentazione di “Fabbriche bugiarde”, dov’era mio compito curare la scenografia e la proiezione delle immagini che comparivano nel fondale della scena.
In quel momento si assisteva alla industrializzazione selvaggia della Sardegna, con impianti che nulla avevano a che fare con le tradizioni millenarie della società sarda.
Veniva stravolto da parte dello stato e delle grandi lobbies imprenditoriali italiane, in modo esclusivamente e pesantemente impositivo, il modus vivendi di una popolazione da sempre dedita alla pastorizia, all’agricoltura, alla pesca, all’artigianato, al piccolo commercio, alla cultura, al rispetto del proprio territorio.
Nelle “Fabbriche bugiarde” si volle fare una forte azione di denuncia delle falsità che venivano propinate alla popolazione, prevalentemente pastori e contadini, sui benefici che avrebbero loro apportato le grandi industrie (soprattutto petrolchimiche).

In 14 immagini ho cercato di mostrare il dramma profondo che impregnava la rappresentazione, tra impotenza e ribellione.
A tanti anni di distanza, l’obbiettivo di sconvolgere la vita dei sardi è stato raggiunto, mentre i grandi impianti industriali sono ormai cattedrali nel deserto.





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commenti
  LightWriter  [8 Gennaio 2014 - 13:37]
Ciao Melisendo, hai ragione, vicende personali avevano fatto saltare la visita ad alcuni portfolio e Bitti 1972 è uno di questi e me ne dispiace.
SAndro, ti ringrazio, mi piace sapere con chi e con che cosa ho a che fare e la ricerca è per me una condizione naturale. Questo portfolio è importante perchè un periodo così buio come quello degli anni '70 è, nel ricordo personale di molti e nella realtà dei fatti, doloroso e mi è sembrato utile fornire qualche informazione in più a chi non lo ha vissuto e sta pagando ora le conseguenze di certe azioni.
  SAndro  [8 Gennaio 2014 - 11:11]
Le ricerche approfondite di LightWriter sono sempre impressionanti e utili, confermo che ha una certa dote nel riuscire a andare così a fondo nelle cose.
Questo lavoro fotografico di Melisendo è uno spaccato di storia, interessante e ricca di memorie. Bello rivederlo anche dopo tanto tempo.
  melisendo  [7 Gennaio 2014 - 20:06]
LightWriter, era il 1972 quando siamo andati a Bitti a rappresentare "Fabbriche bugiarde";
se guardi il reportage "Bitti 1972" pubblicato qui appena sei mesi fa vedrai la locandina, anzi il manifesto molto molto artigianale, affisso per l'occasione sui muri di quel paese.

Le foto di questo reportage invece sono fatte al teatro di San Michele a Cagliari.

Non conoscevo i riferimenti che hai dato su internet e devo dire che non credevo che di quelle antiche esperienze oggi fosse rimasta qualche traccia.

In effetti sono stati talmente profondi i travagli ed il turbinio di sentimenti che ci agitavano in quel momento che forse hai ragione sulle "nebbie del tempo".

  LightWriter  [5 Gennaio 2014 - 17:42]
Non si può leggere e guardare un portfolio così e non cercare informazioni. Qualunque sia la tendenza politica di ciascun individuo, la situazione era ed è sotto gli occhi di tutti.
Musica, teatro, fotografia, cinema, qualsiasi altro modo di "rappresentare" qualcosa possono concorrere ad aprire le coscienze.

Una breve testimonianza a questo proposito:
http://www.sardegnadigitallibrary.it/index.php?xsl=626&id=37868

Qui le canzoni che accompagnavano lo spettacolo:
http://www.discogs.com/I-Compagni-Di-Scena-Due-Stagioni/release/3665754

http://www.youtube.com/playlist?list=PLF01E4A8E26F8FBD4

Qui anche il testo del volantino che pubblicizzava la rappresentazione e
conseguente dibattito (credo fosse il '74 e non il '76):
http://blognew.aruba.it/blog.natalinopiras.it/RESPIRA_PI__PIANO_LAVORA_PI__FORTE_63852.shtml


Oggi non è cambiato nulla:
http://gianfrancopintore.blogspot.it/2008/11/prepariamoci-ad-altre-fabbriche.html

Guardo le foto e nemmeno la proiezione sul fondale di un meditativo Agnelli o il simbolo di "quel" partito politico riescono a spingerle nella nebbia del tempo.
  melisendo  [31 Gennaio 2010 - 08:32]
Ho dimenticato di dire che per questo lavoro ho usato una Leica M3 con il Elmar 50/2,8 e pellicola Ilford HP4 400 ASA.
  melisendo  [23 Ottobre 2009 - 21:54]
Marina, Emanuale, il fatto che abbiate capito il dramma profondo che impregna questo lavoro, nel suo duro realismo  e nella sua forma scenico-fotografica, mi gratifica dopo tanti anni di delusioni al vedere quello che politica e prevaricazioni hanno invece prodotto nella nostra isola.
Cosa potevamo fare di più?
  Il Lele  [23 Ottobre 2009 - 17:12]
una bella serie sia a livello strettamente fotografico sia come documento storico. La quarta e la penultima sono particolarmente belle ed efficaci.
  morgana  [15 Ottobre 2009 - 18:21]
mi commuove...non aggiungo altro!!!



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