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Portfolio


Centro Cultural Gabriela Mistral


di Antonio Ulzega
13 immagini - 1.61 mb
data di pubblicazione: 27 Gennaio 2011

luogo: Santiago del Cile
periodo: ottobre 2010


tags: cile, gabriela mistral, ulzega

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(4 commenti)
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Centro Cultural Gabriela Mistral

Distrutto da un incendio nel 2006 l'orribile edificio Diego Portales, sorto nel 1973 e simbolo della dittatura di Pinochet nel cuore del centro storico della città, nel 2009 è stato inaugurato a Santiago del Cile il nuovo edificio dedicato alla prima donna sudamericana, cilena, che nel 1945 fu insignita del premio Nobel per la Letteratura, la poetessa Gabriela Mistral.
Il Centro Cultural Gabriela Mistral è oggi una straordinaria fucina di cultura con attività che spaziano dal Teatro alla Biblioteca d’Arte, al Cinema, al Museo de Arte Popular, alla Fotografia, alla Musica, ad aule, sale conferenze, sale di registrazione, con apertura a tutte le arti.
Il progetto vincitore del concorso internazionale bandito nel 2007 dalla Presidente Bachelet si deve alla giovane corrente di architetti cileni che, in campo architettonico e urbanistico, sta dando una ventata di freschezza, di creatività e di ottimismo al paese, con una significativa coincidenza con le celebrazioni in corso per il duecentesimo (sic!) anniversario della indipendenza e della costituzione della Repubblica de Chile.

Santiago del Cile, ottobre 2010


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Fotocamera Sony NEX 5 con obbiettivo 16mm.



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commenti
  Rosa  [7 Marzo 2011 - 00:11]
Mi piacciono molto le fotografie, in particolare quelle che riprendono i dettagli e gli incroci delle architetture. Trovo molto bello l'accostamento con il vicino portfolio di kruger...due modi differenti di struttare lo spazio fotografico.
  Sanminiato77  [28 Gennaio 2011 - 15:49]
In questa serie le foto che preferisco sono quelle che ritraggono dei dettagli (la quarta e l'ultima) e quelle dove ci sono delle persone (la 6° e la 8°). Peccato per questo cielo bianco e lattiginoso e quindi per la luce, a mio parere, non ottimale.. Ma trattandosi di foto di viaggio, ovviamente uno deve accontentarsi di quello che trova..
Noto anche delle deformazioni della lente o prospettiche abbastanza evidenti.. ma credo siano state da te volutamente "tollerate".. un po' come scelta stilistica.. A me, pur trattandosi fondamentalmente di fotografia architettonica, non dispiace affatto il giocare con le deformazioni.. anzi..
Devo dire che la tua serie ha secondo me un taglio giovane e dinamico.. che mi piace molto. Complimenti!
  SAndro  [28 Gennaio 2011 - 14:28]
Concordo con Kruger.
Quando ho deciso le date di pubblicazione dei portfolio, li ho volutamente messi vicini per evidenziare le differenze nel rappresentare un soggetto e un genere fotografico. E devo dire che risulta tutto molto interessante.

A differenza del portfolio sul Maxxi, qui si è optato per la descrizione dell'edificio, comprendendo la sua architettura e il contesto dov'è inserito. Nel Maxxi invece c'è un approccio diverso, che quasi prescinde dall'edificio in sé, concentrandosi su dettagli formali e come l'architettura inquadra i cieli si rapporta con l'uomo con la struttura. Diverso ancora è la scuola di Chicago del Lele che a sua volta indaga con raffinatezza e gusto l'estetica di una certa ricetta architettonica gustosamente americana.
Ritornando al tuo centro polifunzionale... ci sono tutti i tipi di inquadratura, da lontano, da vicino, dal basso verso l'alto e viceversa, grandangolari e più schiacciate. C'è di tutto e questo, per me, è un punto debole perché si perde forse un po' il filo logico del discorso. L'obiettivo di rappresentare il luogo da tutti i punti di vista e nel suo complesso è invece colto. E' quasi come esserci.
Mi piace il tipo di rivestimento che hanno usato, un emulazione del legno, con leggere trasparenze. Un bel portfolio interessante.
  kruger  [28 Gennaio 2011 - 12:37]
Antonio, mi ricollego al tuo commento sul MAXXI. Nella mia scelta sono andato espressamente alla ricerca del dettaglio e delle geometrie ,prima interne e poi esterne, quindi  il mio racconto non è finalizzato  al progetto architettonico ma piuttosto a quello che dentro vi  si nasconde anche come forme astratte ,vuoto/pieno o colore. La tua è stata essenzialmente una scelta di documentazione architettonica ,che al contrario della mia ,ci permette di comprendere meglio il contesto del complesso e valutarne con maggiore precisione il progetto e la scelta dei materiali, che per colore e forme sono indubbiamente originali. Quindi il tuo portfolio è apprezzabile proprio da questo punto di vista ma non solo. Vedo infatti che anche tra le tue foto appaiono inquadrature di dettaglio che intrigano  e che avrebbero peso anche in un report specifico, come quello dei tetti del tuo  precedente ,inaspettato lavoro che ho molto apprezzato. La bellezza dei portfolio sta proprio nel vedere queste diverse impostazioni su un argomento , "l'architettura",dove casualmente e recentemente anche Il Lele con "Chicago" ha dato una ulteriore prova di come i nostri occhi ,il gusto estetico o semplicemente quello che noi vogliamo sa mostrarsi in modo diverso.



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