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testimone di una strage


testimone di una strage






commento del fotografo
La crudeltà umana non ha veramente confini.
autoreinformazioni sulla fotografia
Niccolò Galluzzi

 alias Nick 
guarda tutte le mie foto!
edizione: 10. Al sole e al vento
galleria: Alberi
macchina: Nikon 4200
sorgente: digitale
tempo di posa: 1/456 sec
diaframma: f/4.8
focale: 8 mm
ISO: 79
flash: no
luogo dello scatto: Montalbino - Montespertoli
data: 15 Febbraio 2005 - 9:36
data di upload: 21 Febbraio 2005 - 14:43

tags: bianco e nero, emotivo, natura
statistichegrafico dei voti
edizionetotale
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8 5
7 2
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posizione su 18 99°
punteggio 7.434 7.434
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commenti
    Ilaria  [15 Marzo 2005 - 23:05]
    Lapo  [15 Marzo 2005 - 22:32]
Votone ma meritato e meditato, insieme a quella di Luca ma per motivazioni opposte. Racconta una storia, non si sa se finita o appena iniziata, con toni drammatici sia nella composizione (vedi fugatura verso dx) sia nella scelta cromatica. Racconta meglio di tutti.
    Jack  [14 Marzo 2005 - 19:35]
Una fotografia che fa riflettere su molte cose. Invece che uno scatto che parla di fotografia, hai presentato a parer mio uno scatto che fa rilettere. Tecnicamente non è che prevalga su altre fotografie di questa categoria, ma la voglio premiare proprio per come tu hai trattato il tema, utilizzando il colore in ciò DEVE essere al centro dell'attenzione del fotografo, mentre il bianco e nero per il resto.
Certo, stare a discutere sulla crudeltà umana per alcuni alberi tagliati, mi pare fuori luogo e ipocrita (la deforestazione è una cosa, un ulivo tagliato è un'altra), ma come la intendi tu, stile "becco e bastonato" ci sta e condivido!!
Insomma, complimenti e davvero bravo bravo.
La foto che avrei voluto scattare e presentare.
    SAndro  [14 Marzo 2005 - 13:26]
commentoQuello che scrivi Luca sull'apertura diaframma è impossibile e mi meraviglio che sia proprio tu a scriverlo che fai della tecnica un punto forte.
E' impossibile perché tra i piani non c'è abbastanza distanza da poter sfocare o farne risaltare uno piuttosto che un'altro, sono troppo schiacciati tra loro e poi sottovaluti la prospettiva, i tronchi accatastati sono in profondità e quindi anche se tu riuscissi a usare una grande apertura avresti perso il fuoco nella catasta, sopratutto nella parte più vicina a noi. Anche il fondale non è sullo stesso piano ma segue una linea in profondità. Inoltre mi chiedo come sia possibile usare un diaframma aperto così aperto (già qui è 4.8f e non è poco!) da separare i piani in questa condizione.
Inoltre la modifica artificiale dello sfondo sfumandolo è difficilissima da fare, anch'io c'ho provato un sacco di volte e si rischia di rendere lo scatto molto finto e di perderci un sacco di tempo per isolare gli elementi, in questo caso con tutti questi rametti è un lavoro infinito. Già Niccolò ritaglia col seghetto tu gli hai anche a far fare questo :-)
    Tommy  [14 Marzo 2005 - 00:04]
Forse quello che nota Luca sulla scarsità di tonalità dei colori può essere inteso come un pregio più che un difetto. La foto è veramente azzeccata perché descrive la scena a vari livelli senza elementi superflui: i tronchi tagliati posti in prospettiva catturano lo spettatore (per i colori) e lo guidano verso le linee di fuga che convergono sull'albero reggi-tronchi. Sullo sfondo gli altri alberi (che si leggono sequenzialmente dopo l'immagine in primo piano) sembrano deridere il fratellino denudato (o dovrei dire spoglio?). La crudeltà è anche fra ulivi!
    sisco!  [12 Marzo 2005 - 19:14]
Concordo pienamente sulla scelta che hai fatto, anche perché il sottile dialogo che c'è tra la zona in BN e la parte colorata non crea scompensi o brutali contrasti, mi pare un lavoro molto equilibrato!
Bravissimo, no comment sul soggetto ampiamente fatto da altri! Decisamente la foto che legge con maggiore efficacia la categoria: il miglior lavoro che hai presentato fino ad ora (ma ho la memoria corta, quindi...)
    Luke  [12 Marzo 2005 - 17:08]
La foto è ironica e divertente.
Non condivido molto però la scelta di tenere lo sfondo in bianco e nero per far risaltare il primo piano.
L'ho apprezzato in altri scatti dove mettevi in evidenza elementi molto colorati, ma in questo caso fra il grigio dello sfondo e il marrone degli alberi c'è poca differenza.
Ci sono tanti modi per mettere in evidenza il soggetto che ci interessa senza dover andare ogni volta a modificare pesantemente l'immagine. Ad esempio se sulla tua macchia è possibile potevi aprire di più il diaframma e ridurre la profondità di campo. O in fase di fotoritocco invece di trasformare in bianco e nero lo sfondo potevi semplicemente sfumarlo e renderlo meno nitido.
    Manga  [12 Marzo 2005 - 15:47]
riesci a dare ai tuoi scatti un tono ironico e "canzonatorio",
è molto divertente e mi piace!!!
avevo pensato ad uno scatto simile assistendo alla potatura poco gentile di un viale di tigli...e anche per questo è una delle immagini che preferisco!!
    Nick  [7 Marzo 2005 - 13:15]
l'autore rispondeIl mio commento sulla crudeltà umana non era affatto sul rispetto della natura, ma voleva porre l'accento sul fatto che, non solo l'albero superstite è stato testimone dell'uccisione e conseguenti amputazioni di suoi simili, ma la vera crudeltà è utilizzarlo come sostegno dei resti della strage!!
Insomma oltre al danno la beffa.
Niente di più.
    Luigi AF  [2 Marzo 2005 - 22:19]
Questa foto mi sembra veramente geniale, in grado di suggerire emozioni su vari livelli, proprio come, su vari livelli, si dispiega la percezione visiva lungo l'immagine.. A colpo d'occhio si viene assaliti da un brivido di sinistra inquietudine, colpiti da uno scenario alla "Twin Peaks"... Un misto tra l'orto del Getsemani ed il "Pet Sematry" di Stephen King.. In entrambi i casi un'orrenda tragedia sta per accadere o è appena accaduta...
    SAndro  [1 Marzo 2005 - 23:25]
Non male, mi piace moltissimo l'idea del ritocco "bianco e nero barra colore" anche se così in pratica ti incito ancora a usare questa tecnica che praticamente usi in quasi tutte le tue foto! Non ti fossilizzare su questa, ci sono tanti modi per attirare l'attenzione e valorizzare un soggetto.
Anche l'inquadratura , la composizione prospettiva la apprezzo molto e il senso del dramma che si è consumato è ben evidente e sicuramente è un bel modo per utilizzare il tema degli alberi. Sei riuscito a raccontare una storia, ottimo.
Ho qualcosa da ridire sul commento sulla "crudeltà" umana..... se si guardasse a questo, ci sarebbe parecchio da lamentarsi nel mondo, mi sembra pura utopia. Ma questo è un punto di vista molto personale, lo sottolineo due volte. Preferisco leggere la foto con un accento sul simbolismo del messaggio piuttosto che prenderlo alla lettera (o al pixel :-), quindi sul rispetto verso la natura.



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