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Portfolio


Khmer Rouge


di Sergio Sbardellati
15 immagini - 2.79 mb
data di pubblicazione: 12 Maggio 2014

luogo: Cambogia


tags: cambogia, khmer rossi, sbardellati, vietnam

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CAMBOGIA
Khmer Rouge


Premessa
La Cambogia ed i suoi fantasmi generano un senso di inquietudine inaspettato. Ho calpestato terre dove ho percepito, dove ho annusato quel sentore di cuore di tenebra; quello che incupiva la mente, ma era legato  alla magia, ai sortilegi, all'animismo più esasperato non alla follia dell’uomo.

In Cambogia ho sentito un connubio stringente tra l’orrore di stragi inumane  dei Khmer Rouge con l’inquietudine misteriosa dei templi di Angkor. 
Portando negli occhi le immagini brucianti delle prigioni e delle fosse comuni sono entrato nella regione dei templi trovandovi una assonanza con la percezione dell’orrore. 

Ho voluto allora ricreare graficamente tali sensazioni, lavorando su foto realizzate in diversi contesti, da cui sono nati  due portfolio sulla Cambogia, che presento in sequenza.


Khmer Rouge
La Cambogia ha la terra impregnata del sangue versato per stragi la cui crudeltà tramortisce ogni  capacità immaginifica. L’orrore è il termine perfetto ,analogo a quello del colonnello Kurtz asserragliato con i suoi khmer nella foresta cambogiana carica di follia, morte ,cupe atmosfere , sacrifici ancestrali e templi perduti tra ramificazioni vegetali soffocanti e avviluppanti in un abbraccio senza pietà.

Vorresti essere altrove quando ti rendi conto che stai calpestando un terreno dove vedi frammenti di ossa umane, denti, mandibole e spezzoni di femori che spuntano tra le erbacce, come ripugnante memoria; senti che stai attraversando un girone infernale che sembra contaminarti. Sono eventi assurdamente vicini nel tempo che fai fatica ad accettarli e vorresti cancellarli dalla mente, ma a ricordartelo sono quei poveri resti malamente coperti dal terreno dove la pietà umana non ha ancora avuto il tempo di soffermarsi. Poveri brandelli di cenci scoloriti, avanzi di vestiti inutili, spuntano come piante immonde a ricordare quello che la natura umana non avrebbe mai dovuto consentire che accadesse.

I Khmer Rouge volevano trasformare la Cambogia in una cooperativa agraria guidata da contadini analfabeti, senza moneta , senza scuole , senza religione, senza calendario ,senza contatti esterni. Tre anni, otto  mesi e venti giorni è stata la durata dell’inferno dei Khmer Rouge .Deportazioni , stragi di massa,follia e aberrazione di un regime che sterminava chiunque  avesse un minimo di cultura o  potesse essere sospettato di dissenso. Sono stati gli anni dell’orrore che non ha risparmiato donne e bambini , anche neonati. Non un genocidio , non una strage di guerra , non un conflitto religioso, non uno sterminio per odio razziale. Solo pura follia ideologica ,  pervasa come da un integralismo religioso che ottenebra le menti , perpetrata con stragi inumane tra fratelli , padri e congiunti , che hanno portato alla morte due  milioni di cambogiani , su una popolazione di otto milioni  di abitanti.

I Vietnamiti il 7 gennaio del 79 occuparono Phnom Penh, i Khmer Rouge fuggirono ai confini con la Thailandia continuando la loro folle lotta ed  il mondo conobbe l’orrore di quello sterminio e qualcuno in occidente rivide le idee distorte che aveva coltivato.

La follia del Colonnello Kurtz ed il termine “orrore” ci ricorda che su questo paese martoriato, dal 1970 al 1975, in “azioni di guerra” non ufficialmente riconosciute dal governo americano , erano state sganciate 540.000 tonnellate di bombe stelle e strisce,pari a 3000 kg. per ogni kmq. In totale più di quante ne furono lanciate in tutta la seconda guerra mondiale.



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commenti
  melisendo  [18 Settembre 2016 - 17:20]
Bello, molto bello nella scelta dei soggetti, nella progressione del racconto, nel dramma che si legge nella storia
  Monyca  [23 Gennaio 2016 - 14:08]
Il potere delle fotografie, oltre  quello visivo, quello del non dimenticare. Senza leggere, senza sapere, ne quando ne dove, si evince, che li e' stato fatto qualcosa di orribile a esseri umani. Quando la storia non insegna, o meglio, non si impara, si ripetono tragedie immani.
  PX - 21.000 GB  [25 Maggio 2014 - 12:27]

Un bel lavoro a completamento del precedente portfolio.

In questa serie la presenza dei teschi rappresenta bene il genocidio cambogiano.


  Rosa  [14 Maggio 2014 - 16:40]
Mi è stato regalato di recente un bellissimo libro di Tiziano Terzani "La fine è il mio inizio"e tra le tante avventure vissute da questo grande uomo e giornalista vi è il racconto della Cambogia e delle stragi del 1975.
Le tue fotografie si integrano perfettamente con le parole di Terzani restituendo un immagine quasi metafisica degli eventi e della storia.
Decisivo è il paragone con l'altro tuo portfolio ( che trovo bellissimo); in questo, la ricerca si spinge oltre il visibile permettendo allo spettatore di calarsi nei fatti.
Un ottima e cruenta analisi storica, immagini molto affascinanti e ben realizzate per un lavoro di indubbio valore.




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