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Fine della corsa


13° - Fine della corsa






commento del fotografo
Viaggiando a volte ci si imbatte in immagini che colpiscono, che rimangono impresse nella memoria, senza nessun motivo apparente, come un ricordo rappresentativo del viaggio.
Questo treno sconquassato, o quello che ne rimane, abbandonato su un binario morto sulla linea ferroviara che collega il centro-sud della Sardegna l'ho scoprto all'interno del parco del Gennargentu. Un luogo che ha quasi del soprannaturale con distese immense di vegetazione senza nessuna casa o centro abitato, strade lunghissime senza auto che le percorrono e una natura predominante nelle sue dimensioni fuori scala...
Il mio racconto di un'estate alla scoperta dei tesori segreti di una terra poco conosciuta.
autoreinformazioni sulla fotografia
Sandro Rafanelli

 alias SAndro 
guarda tutte le mie foto!
edizione: 5. Diario di un'estate
galleria: Le foto delle mie vacanze
macchina: Canon EOS 300D
obiettivo: Canon EFS 18-55mm f/3.5-5.6
sorgente: digitale
tempo di posa: 1/200 sec
diaframma: f/9
focale: 28 mm
ISO: 100
flash: no
bilanciamento del bianco: tempo sereno
luogo dello scatto: Parco del Gennargentu (Nuoro)
data: 29 Agosto 2004 - 15:45
data di upload: 12 Settembre 2004 - 12:53

tags: mezzi di trasporto, paesaggi, viaggi
statistichegrafico dei voti
edizionetotale
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posizione13° su 22 1259°
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commenti
    Luke  [30 Settembre 2004 - 22:07]
Notevole la composiizione della foto. Le tre strisce, prato in ombra, carrozze + bosco, cielo azzurro, tutte della stessa dimensione e tutte con la stessa importanza sembra vogliano sminuire il ruolo dell'uomo e delle sue costruzioni. Il treno è solo un pezzetto del paesaggio che pian piano verrà sempre più riassorbito nella natura.
L'atmosfera completamente calma e rilassata (colori, forme) contribuiscono al senso di serenità. C'è un ritorno alle origini piuttosto che la fine di un binario.
    sisco!  [26 Settembre 2004 - 19:53]
Come un set cinematografico abbandonato, o un reale villaggio nel far west travolto da una mandria di bisonti (manca Tex Willer appoggiato ad uno stipite che fuma un bel cicchino!).
In realtà questi sono vagoni, memoria antica di un'epoca ormai dimenticata, che riemergono dal passato per suggerirci storie e vicende del territorio sardo!
Belli i colori, alcuni dubbi sull'eccessivo prato scuro di fronte ai due oggetti (cattura un po' troppo l'attenzione); ma qui non voglio parlare dell'immagine ma della scelta del soggetto, ottimamente rappresentato!
Bravo!
    Tommy  [25 Settembre 2004 - 19:18]
Un'immagine da far-west, caratterizzata da colori vivaci e riposanti: sul terreno ci sono tre fasce di colore (giallo, verde chiaro e verde scuro) che culminano nell'azzurro sfumato del cielo. L'ombra in primo piano sembra un piedistallo per l'insolito monumento.
Forse sottolineare maggiormente la presenza dei binari poteva caratterizzare meglio la foto. In ogni caso il contrasto fra decadenza dell'artificio umano e rigoglìo della natura viene rappresentato efficacemente e con originale pacatezza.
    Jack  [20 Settembre 2004 - 18:05]
A fronte delle inutili e fin troppo pesanti critiche che hai ricevuto, la foto delle tue vacanze mi pare carina, con dei bei colori accesi e vivi. La qualità foografica è di indubbio valore e se non lo avessi detto tu, non mi sarei accorto che i relitti fossero dei vagoni ferroviari (e di fatto si intravedono le rotaie). Di un relitto fatiscente ne hai fatto una bella fotografia.
    SAndro  [20 Settembre 2004 - 12:39]
l'autore rispondeIl primo e l'ultimo piano servono per mostrare il contesto e fornire un'indicazione paesaggistica e geografica importante. Mi occorre per inserire lo scatto in un ambiente e rendere il soggetto partecipe del suo spazio circostante, al contrario concentrarmi sul treno sconquassato eliminando tutto il resto sarebbe stato come descrivere solo un dettaglio della storia.
Mi piace rappresentare la realtà, sapendo che comunque l'obiettivo fornisce sempre un punto di vista personale, una soggettività ineliminabile. Il mio scopo è ricercare la soggettività attraverso il mio obiettivo, instaurando un dialogo personale fotografia-osservatore senza però fuorviare ma raccontare con gli strumenti delle immagini che vediamo.
La rappresentazione oggettiva, con un approccio fotografico tradizionale, non la ritengo uno strumento comunicativo obsoleto o limitante, nè un errore o un difetto, anzi non è semplice suggestionare e raccontare, per lo meno io non lo ritengo affatto banale o inefficace. D'altro canto descrivere qualcosa facendo ricorso a strumenti astratti (o astrusi...) può portare a confondere, distrarre, frastornare l'osservatore con qualcosa di incomprensibile e ancor peggio fraintendere. Per giungere a un livello di pura comunicazione spoglia della forma delle "consuete" istantanee fotografiche occorre avvalersi (con estrema perizia!) di strumenti diversi, aspetto che difficilmente può emergere in questo concorso fotografico vista la mancanza di spazio (e personalmente ritengo questo luogo poco adatto oltreché inopportuno per intraprendere una strada così disallineata, però ognuno è libero di provarci).
Per non parlare del rischio di risultare ridicoli nel cercare di ottenere qualcosa di artisticamente valido e quindi arenarsi in sabbie di puro astrattismo senza alcun valore ma anzi contribuendo a incrementare il cosiddetto inquinamento digitale (come diceva Toscani). Questo lo dico perché è facile giudicare, criticare e ancor più sentenziare, ma non sarebbe forse meglio porsi anche solo un micro-istante con umiltà di fronte ai "santi propri"...?
    FabioG  [17 Settembre 2004 - 17:03]
La foto comunica ben poco del racconto che hai scritto... è una foto senza vie di fuga e senza profondità. L'ombra in basso andava poi evitata anche se obbligava certo inquadrature diverse da quella proposta ma sicuramente più creative. I binari si notano appena, a me sembravano delle baracche!!! Sicuramente una foto nella direzione del treno avrebbe reso molto di più.
    LucaB  [14 Settembre 2004 - 08:33]
E' l'immagine che ti ha colpito tu l'hai solo riprodotta fedelmente.
Appunto tecnico: sei sicuro che i cm di prato ed i cm di cielo (sopra e sotto) servano? per me confondono



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