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PhotoSafari

Attrezzatura e organizzazione


di Sergio Sbardellati
9 immagini - 731 kb
data di pubblicazione: 14 Aprile 2010

tags: africa, animali, attrezzatura, organizzazione, safari, sbardellati

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(5 commenti)
visto 2952 volte
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Realizzare un photosafari è una delle cose che ogni fotografo dovrebbe fare nella vita.
E' una esperienza che concentra molte emozioni, che vanno dalla preparazione del viaggio, alla ricerca e avvistamento del soggetto, all’attesa e alla tensione per capire come si comporterà, ed infine  alla soddisfazione per le foto scattate. I safari fotografici possono essere molto gratificanti, ma alla base deve esserci una grande pazienza, potendo passare ore a cercare e ad osservare un animale ,aspettando la foto giusta.

Gli odori pungenti della vegetazione ,il freddo mattutino ,le nebbie adagiate nelle valli, il brontolio delle Land Rover, gli stridii degli uccelli che salutano l'alba, il sole che tramonta rapido tra le acacie, sono inscindibili ed indimenticabili sensazioni che ti accompagneranno sempre.

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Nel silenzio ed al freddo di un’alba africana inizia la paziente ricerca degli animali che può durare ore.


Informazioni generali

Un safari fotografico apre una vasta gamma di opportunità rivolte sia verso gli animali che verso l’ambiente. Prima di partire è necessario prepararsi meticolosamente informandosi molto bene sia sul clima stagionale che sul tipo di fauna che si troverà.
Anche le abitudini delle varie specie vanno preventivamente studiate al fine di programmare le modalità degli spostamenti nei siti e agli orari giusti per le riprese.


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La natura ,apparentemente monotona del bush, riserva scorci molto belli. Per le foto in B&W. bisogna fare un piccolo sforzo e cercare di vederle mentalmente già realizzate.


Il viaggio

Quando si prenota un viaggio di questo genere bisogna valutare attentamente  ciò che si vuole.
Per il fotografo l’ideale sarebbe organizzare il viaggio da soli ed affidarsi in loco ad un tour privato o specialistico, altrimenti si rischia di non cogliere le immense opportunità che questo tipo di reportage offre. In alcuni posti dell’Africa questo però non è sempre possibile, sia per le difficoltà logistiche che  per i pericoli derivanti da instabilità politica o da brigantaggio.
Si può allora ricorrere ad un operatore specializzato ma fissando bene i paletti del servizio, altrimenti si rischia di aderire ad un carrozzone turisticamente frettoloso che potrebbe arrivare ad ignorare le nostre più elementari aspettative.
Altra condizione importantissima sono i tempi ; la fretta deve essere bandita, soffermarsi più a lungo può significare scattare la foto giusta. I miei safari fotografici, ho avuto l'opportunità di organizzarli da solo, alla guida della mia auto e quindi libero da ogni condizionamento.
E' ovvio che in alcune situazioni, come cercare animali prima dell'alba e dopo il tramonto non è opportuno muoversi da soli. Nei parchi nazionali è giustamente vietato e ci si deve appoggiare alle guide autorizzate, che sono normalmente collaborative.
Limitatamente al Sud Africa il consiglio che posso invece dare ad un viaggiatore esperto è di prenotare via internet volo, auto e soggiorni nei diversi parchi o riserve e di prenotare in loco, di volta in volta, i tour in fuoristrada; visiterete una regione magnifica e sarete solo voi a deciderete i tempi e le modalità. Inoltre si eviterà di condividere il viaggio con turisti “mordi e fuggi” che parlano sempre e scattano le loro foto senza silenziare i cicalii ed i trilli che emettono le loro compatte; allarmano gli animali e fanno imbufalire gli umani. A volte nel silenzio assoluto della savana avrei voluto che scomparisse anche il rumore del ribaltamento dello specchio della mia E1.

Come muoversi
Le migliori foto in un safari sono spesso frutto di informazioni sul comportamento delle diverse specie quindi bisogna in qualche modo approfondire preliminarmente la conoscenza dell’animale chi si sta fotografando per anticiparne le mosse. Quando ci si sposta a piedi (nei parchi sempre accompagnati da un ranger), queste conoscenze  sono fondamentali anche per la nostra incolumità. Bisogna essere leggeri nel passo, evitando di calpestare rami secchi ed avvicinarsi all’animale sempre controvento e molto lentamente, sempre in silenzio e non perdendo mai di vista la guida che non potendo parlare ci segnalerà ogni informazione a gesti.



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La fortuna nei fotosafari è una componente importante. In questo caso dopo due ore di inutili ricerche, proprio mentre si stava rientrando al campo, ci siamo imbattuti in un nutrito gruppo di leoni, compresi i cuccioli, che stavano sbranando una femmina di rinoceronte ,uccisa da un maschio della sua specie per motivi territoriali. I leoni banchettarono fino al mattino, poi arrivarono le iene.


Particolare attenzione a non camminare fuori dai sentieri battuti evitando l'erba alta, a non appoggiarsi ai tronchi ed a non urtare le numerose ragnatele ed i loro penduli sacchetti per non incorrere in un altro pericolosissimo genere di animali, il cui contatto ha una sintomatologia spesso tardiva e subdola.
Quando invece ci si sposta nei parchi che consentono l’uso del proprio mezzo non si deve mai scendere dall'auto. I felini sono molto bene mimetizzati nell'erba alta e colpiscono fulmineamente; gli imprudenti, incredibilmente, sono sempre troppi e le cronache locali sono piene di storie terribili.
Anche stando in auto bisogna fare attenzione ad intuire le intenzioni degli animali. Attenzione quindi soprattutto a saper leggere i messaggi gestuali che mandano, ad esempio, gli elefanti che per la loro mole possono essere pericolosi per qualsiasi autoveicolo.


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Questo possente e bellissimo maschio è sbucato dal boschetto senza manifestare irritazione o aggressività. Incontri come questo sono in grado di trasmettere il vero senso dell'incomparabile preziosità della natura e sul dovere di preservarla. 


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Questo giovanissimo maschio irruento, sventolando le orecchie e barrendo, aveva deciso di caricarci. Rapida e strategica ritirata.


Abbigliamento e norme sanitarie
L'abbigliamento che deve essere del tipo a cipolla,con alcuni capi adatti alle gelide albe vissute in fuoristrada aperti dove l’effetto vento aumenta la sensazione del freddo.
Preferire i colori neutri e chiari sulla gamma del verde /ocra. Scarponcini alti, pantaloni  chiusi alle caviglie e camicie a manica lunga.
Per prevenire l'attacco degli insetti e la malaria è bene non usare profumi o deodoranti, al tramonto braccia e gambe devono essere coperte; nella tenda usare piastrine elettriche/ zampironi e due ore prima di coricarsi spruzzare insetticida all’interno della zanzariera del letto.
Esistono inoltre saponi e spray specifici sia per la pelle che per gli abiti , acquistabili in loco.
Per la profilassi antimalarica ci deve rivolgere alle strutture AUSL. In linea di massima, per brevi periodi, è opportuno vaccinarsi. Nei lunghi soggiornino eviterei.
Ove dovessero apparire puntini o rossori pruriginosi, dovete farvi vedere al più presto nei centri medici normalmente presenti nei grandi parchi.


Tecnica e ripresa

I  consigli che i fotografi professionisti elargiscono su come realizzare le foto migliori sono spesso per noi fotoamatori poco perseguibili, anzi diventano irritanti per il loro accademismo.
Se siamo riusciti ad arrivare finalmente in un parco africano ed abbiamo davanti a noi un bel esemplare di rinoceronte, mi sembra inutile disquisire sulla morbidezza della luce o sui raggi del sole che bucano il fogliame. L'animale c'è e va fotografato così come si trova ,visto che se non lo si fa in quel momento tutto è perduto. Il professionista, al contrario di noi, tornerà sulla location fino a che non avrà fatto la sua foto perfetta.
Detto questo ognuno di noi deve ben saper quali sono le elementari regole del buon fotografare e cercare di metterle in atto unitamente all’ausilio di un pizzico di sana fortuna.


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Con i ranger si può ,prudentemente, inoltrarsi nel fuori pista e trovare, come in questo caso, un boschetto con una grande sonnolenta mandria di bufali . Oltre ai classici potenziali pericoli per la presenza dei “big five” in agguato tra l’erba ed alla difficoltà di fare retromarce rapide in terreni impervi, altri pericoli, a mio giudizio concreti e sperimentati mio malgrado, vengono dalle ragnatele e dagli insetti che si staccano dai rami o arbusti al passaggio dell'auto o che involontariamente urtiamo. Ragni ed i loro nidi penduli con migliaia di piccoli mostri sono sempre pronti a caderti addosso. Alcuni insetti ,come le zecche, manifestano sintomi solo dopo qualche giorno e se non diagnosticati in tempo possono essere estremamente pericolosi.


Guida all'attrezzatura

Per l'attrezzatura per ripresa non ci sono particolari vincoli. L'attore principale è ovviamente il teleobiettivo ma non conviene forzare troppo in lunghezza di focale. Personalmente preferisco lasciare del campo intorno all'animale, quindi uno zoom, ben luminoso, che arrivi a 300/350 mm  è più che sufficiente. Nella maggior parte dei casi si regola il diaframma in modo da tenere sfocato lo sfondo e concentrare l'attenzione sul soggetto, quindi diaframma aperto e tempi veloci.
Se la scena è dinamica può conviene inserire la modalità in sequenza, messa a fuoco continua ed ISO adeguata.
Un altro obiettivo molto  utile è un classico zoom 28/110mm. in quanto consente di operare anche a distanza ravvicinata inserendo bene l’animale nell’ambiente. Ricordiamoci che in questi contesti anche la natura merita di essere fotografata al pari della fauna., quindi anche un grand’angolo spinto da 20mm. può essere utile.
All’alba ed al tramonto si possono creare condizioni di scarsa luminosità,bisogna quindi avere una stativo adatto. Il cavalletto va bene se si può operare da una postazione fissa come un capanno mimetizzato. Io preferisco in alternativa  un monopiede perchè mi lascia maggiore liberta di manovra. Vi accorgerete comunque che la dinamicità delle condizioni di ripresa e le decisioni rapide da prendere, portano spesso a sostituire lo stativo con appoggi di fortuna. Un metodo semplice e leggero è un piccolo cuscinetto sul quale appoggiare la fotocamera. Esempio classico è posizionarlo sul vetro semiaperto del finestrino dell'auto o comunque su qualsiasi altra superficie rigida a macchina ferma.



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Questo bellissimo giovane leone di 11 mesi ci ha accompagnato in una lunga passeggiata mattutina insieme al padre adottivo, un setter inglese, che ne curava l'educazione e lo teneva sotto controllo. Ci trovavamo in una riserva privata dell'Impumalanga deve tra l'altro vengono accolti e svezzati i cuccioli di qualsiasi specie, rimasti orfani o abbandonati. Dopo 4 mesi sono tornato ma non era più possibile ripetere la passeggiata, la stazza del leone era ormai tale che le sue esuberanti affettuosità erano decisamente pericolose.


Fino a pochi anni fa, con l'analogico, l'organizzazione amatoriale di un servizio fotografico di viaggio,come può essere un fotosafari, era alquanto impegnativo, soprattutto se la meta prescelta era in ambiente caldo ed umido. In tali condizioni bisognava viaggiare con la scorta delle pellicole in valigie metalliche provviste di piccole scatoline d'alluminio con sali igroscopici che la sera,in qualche modo,andavano rigenerati. Le pellicole impressionate venivano chiuse in sacchetti di plastica del tipo usato per i congelatori. Ovviamente anche i corpi macchina e gli obiettivi subivano lo stesso trattamento ma in contenitori diversi. Il peso complessivo dell'attrezzatura era notevole, come pure gli ingombri. Diverso era anche l'approccio con la disponibilità di scatti. Bisognava programmare il numero di pellicole,la loro emulsione e sensibilità e soprattutto ogni foto doveva essere pensata tanto da non farne uno scarto. Quando si partiva si doveva immaginare a priori quanti scatti fare ogni giorno e complessivamente.
Con l'avvento della tecnologia digitale c'è stata una rivoluzione totale i cui benefici,almeno in termini di flessibilità, risultano enormi per chi proviene dell'analogico. Oggi ci si muove a pari fattibilità con 1/10 del carico peso/volume e con una riserva di scatti pressoché infinita.

Pur con una ben più ridotta attrezzatura digitale,fotografare in terreno”ostile “ richiede comunque un minimo di organizzazione.

Partendo dall'ipotesi di fare un tour di 2 o 3 settimane, elenco di seguito una delle possibili attrezzature di base per un fotoamatore evoluto, o almeno quella che ho selezionato e sperimentato personalmente. Ognuno poi la potrà modificare in relazione alle proprie abitudini e necessità.

Preciso che l'impostazione non cambia molto se invece del fotosafari si fa un reportage generico di viaggio.

Fotocamera
Un corpo macchina reflex –(implementabile con un secondo corpo )- una compatta 28/130 .

Obiettivi
Zoom grandangolare, 28/110mm. ( implementabile con un 18/35 mm.). Zoom 80/300 mm. (implementabile con un tele da 500mm.).

Memorie e PC
Non meno di 20 GB suddivise in più schede che vanno preferibilmente scaricate ogni giorno in un Hard Disc Fotografico tipo Epson . Nel caso si preveda un grande utilizzo o un costante uso del formato RAW sarà bene pensare ad aggiungere alla attrezzatura anche un piccolo PC da 10” con uno più hard disc esterni senza alimentazione da 500 G. ll PC sarà utile anche per gli eventuali collegamenti Internet e per il memo del viaggio.

Alimentazione e batterie
Ogni fotocamera deve avere almeno due batterie,ogni sera ciclicamente caricate in modo da essere ambedue sempre disponibili. I supporti per le ricariche vanno connessi in una piattina multi presa con 5 attacchi. Considerare che tra gli apparecchi da ricaricare,anche se non contemporaneamente, potrebbe esserci anche il PC ed il telefono. Riguardo alla connessione bisogna disporre di un attacco universale da collegare alla piattina. Preparatevi anche un cavo cortio con la spina del paese che visiterete per collegare zampironi elettrici. Un'altra considerazione riguarda gli usuali cavetti di alimentazione bipolari tra la presa e i carica batteria o gli alimentatori. Essendo tali cavi tutti uguali è utile portarne solo alcuni, in funzione di quante utenze saranno sottocarica contemporaneamente, se poi detti cavi si accorciano ad una lunghezza di 10 cm.si ridurrà ulteriormente l'ingombro. Suggerisco, a fine viaggio, di mantenere detti cavi conservati separatamente in modo da non doverli riorganizzare ogni volta.

Stativo
Normalmente sarebbe da preferire un treppiede leggero e robusto. In alternativa può essere più comodo un monopiede, soprattutto per l'uso specifico del fotosafari. Devo dire che spessissimo ho fatto fare dei viaggi inutili ai miei stativi. E' sorprendente leggere su riviste specializzate disquisire sull'uso degli stativi nei fotosafari ;si arriva a dare consigli talmente fantasiosi da farmi ritenere che l'autore possa aver frequentato, al più, un Parco Zoo.

Altre attrezzature
Pendrive da 8GB (documenti viaggio- memo di ricerca- foto tessera-etc) mini torcia elettrica- remote cable- adattatore per scaricare le schede di memoria nel PC- Filtri, portafiltro ed anelli tipo Cokin –filtri vari con priorità all'antiriflesso e all'IR. Pompetta e spazzolini morbidi .
Il flash potrebbe essere un peso inutile, io non lo uso mai.
 
Multi presa per auto con trasformatore 12/24 V -220V. E' fondamentale quando non si è sicuri di poter ricaricare giornalmente da impianto fisso.

Trasporto di base
Un zaino di buona qualità e di medio dimensioni. Per il viaggio in aereo avrete come bagaglio a mano lo zaino in spalla ed un trolley con cavi, carica batterie e PC. Evitare di spedire parti dell' attrezzatura in stiva; in caso di smarrimento bagagli si resterebbe bloccati.


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Il parco del Limpopo, in Mozambico, sta nascendo lentamente in questi anni; i turisti sono pochissimi e soprattutto locali. Gli anni della guerra civile, che hanno sterminato la fauna per la mera sopravvivenza delle popolazioni mozambicane, sono ormai lontani. Gli animali non conoscono le frontiere e ,anno dopo anno, dal Kruger hanno iniziato a passare la linea di confine. Manca di tutto e la logistica è veramente avventurosa. Vedere gli animali senza una rete sufficiente di piste è di  fatto molto difficile; inoltre gli animali sono molto più diffidenti rispetto a quelli degli altri parchi. Dopo un giorno di faticosa ricerca abbiamo incrociato, al tramonto, questa coppia di giraffe. Se non altro la luce era giusta.


Trasporto operativo
Nella quotidianità il fotografo deve avere un bagaglio leggero quindi l'auto diventa, al pari del campo base, il punto di deposito delle attrezzature. Si deve sapere quanto tempo si resterà lontano dal proprio bagaglio principale e ci si organizzerà di conseguenza portando dietro solo lo stretto necessario. Ad esempio, per una escursione di un giorno in un mix tra auto e percorsi a piedi, si utilizzerà per la reflex e gli obiettivi una piccola borsa a tracolla o uno zainetto. Nelle tasche del gilèt e dei pantaloni si distribuirà (sempre nelle stesse posizioni), memorie, batterie, filrti, remote cable etc. Io normalmente uso una catana di pelle che aiuta ad essere meno individuabile come fotografo,  ovviamente questa scelta nel caso del photosafari è del tutto ininfluente.

Manutenzione
Un'ultima considerazione sull'uso e conservazione della reflex. Pulirla tutte le sera togliendo la polvere con il soffietto e spazzolino. Operazione da fare con obiettivo montato al fine d'impedire che la polvere mossa entri nel corpo macchina.
In generale nell'uso quotidiano cercare di cambiare le ottiche il meno possibile, soprattutto in posti polverosi per evitare depositi sullo specchio (due corpi macchina sarebbe l'ideale). Nei passaggi tra ambienti condizionati e ambienti esterni caldi bisogna far adattare l'attrezzatura al fine di evitare condense. Per lunghi periodi in clima tropicale umido ed in condizioni “difficili” è bene riporre le attrezzature in ambienti asciutti di emergenza come un semplice armadio con dentro una lampadina accesa. L'umidità, in medio lunghi periodi, può arrivare a danneggiare anche le ottiche, creando tra le lenti ragnatele di micro muffe.


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Una bella luce e, finalmente, gira la testa.


Come primo approccio direi che può bastare, chi vuole approfondire il tema potrà contattarmi al mio indirizzo: sergiosbardellati@live.it



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commenti
  SAndro  [28 Aprile 2010 - 15:57]
Caspita, questo articolo è una risorsa veramente notevole.
E perfino le foto illustrative sono tutte spettacolari, sopratutto quella in notturna del leone che sbrana la sua preda.
Da salvarlo nei propri bookmark!
  kruger  [17 Aprile 2010 - 19:57]
Vi ringrazio tutti per l'apprezzamento. P.S. Sono alla ricerca di informazioni su come gestire le attrezzature a freddi estremi.Se avete indicazioni pratiche sono ben accette.
  MacMauro  [15 Aprile 2010 - 22:40]
Bello e completo!
BRAVO
  Il Lele  [14 Aprile 2010 - 12:38]
Bravissimo Sergio!!! bellissimo articolo, da appassionato  e con l'africa nel cuore non posso che concordare con tutto ciò che hai scritto. perfettamente esauriente in ogni aspetto, soprattutto per quanto riguarda l'organizzazione del viaggio. NO TOUR OPERATOR! guide o driver locali se servono e no lodge di lusso, ma tenda, io ho sempre fatto cosi' (tanzania, rwanda, mozambico, kenya, namibia e botswana) e ho vissuto delle esperienze meravigliose, con le popolazioni locali e in un totale contatto con la natura e la fauna.

ps molto d'accordo anche con le precauzioni, non siete allo zoo e il vostro comportamento influisce sulle loro reazioni.
  melisendo  [14 Aprile 2010 - 08:59]
Un ottimo articolo!
Quanto hai scritto, in modo chiaro e preciso, vale sia per i safari fotografici rivolti alla fauna che per lo studio ambientale e le riprese del paesaggi in territori difficilmente raggiungibili con i mezzi normali.
Non ho esperienze di safari fotografici, nè mi intressano in modo particolare, ma la tua descrizione dell'approccio al viaggio, la scelta delle attrezzature, la meticolosità nella loro gestione sono fondamentali.



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